Il riconoscimento facciale di amazon

3 GIU 19
Ultimo aggiornamento: 00:13 | 4 GIU 19
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L’assemblea degli investitori di Amazon ha votato contro una proposta per impedire la vendita delle tecnologie di riconoscimento facciale ai governi. Amazon, seppure nota per i suoi servizi di ecommerce, è uno dei leader mondiali del settore. Il suo prodotto di riconoscimento facciale si chiama Rekognition ed è usato ovunque in contesti variegati, come per esempio il riconoscimento delle star del cinema che percorrono il tappeto rosso la notte degli Oscar. Queste stesse tecnologie, tuttavia, possono essere utilizzate per scopi di sorveglianza e repressione, ed è per questo che in occidente, e dentro alle stesse aziende che fanno riconoscimento facciale, si sono levate voci per porre dei limiti etici alla tecnologia, o perfino per vietarla. Durante l’assemblea annuale, dunque, alcuni azionisti hanno chiesto di mettere ai voti una proposta per sospendere la vendita di Rekognition ai governi fino al completamento di uno studio su quali rischi comporta questa tecnologia per i diritti civili e umani. La proposta è stata respinta.
Negli ultimi tempi sempre più aziende tecnologiche occidentali sono state costrette a porsi il dilemma etico della sorveglianza – discorso differente in paesi autoritari come la Cina, dove queste tecnologie vengono usate in maniera molto più indiscriminata. Microsoft ha chiesto che il riconoscimento facciale sia regolato in maniera più organica. La città di San Francisco è stata la prima in America a vietare la tecnologia e molti altri centri in giro per il paese stanno considerando la stessa misura. Lo scorso mese una commissione del Congresso americano ha espresso in maniera bipartisan la sua preoccupazione per la rapida diffusione del riconoscimento facciale: “Non voglio vedere uno stato di sorveglianza autoritario, che sia gestito dal governo o da cinque corporation”, ha detto la democratica Alexandria Ocasio-Cortez.